La pista resta aperta pochi giorni a settimana: mai un uso continuo dell’area, mai rumore tutti i giorni.
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Trecento metri
in fondo alla sterrata
Il miniautodromo si trova in località Turano, alla fine di quattrocento metri di strada bianca. Rinnovato nel 2001 e mai più lasciato andare: asfalto rifatto, tracciato allungato oltre i trecento metri, illuminazione potenziata e cronometraggio a transponder.
Com’è fatta
Una pista da trecento metri non perdona: si gira sempre, si frena sempre, e in quindici minuti si impara più che in un’ora su un tracciato lungo. Per questo qui sono passati bambini di sei anni e piloti da campionato.
Le bandiere
che vedrai in pista
Il briefing comincia da qui. Le segnalazioni sono le stesse dei circuiti grandi e vengono spiegate a tutti, bambini compresi, prima di scendere sull’asfalto.
Fine della sessione o della gara. Si rientra ai box senza più battaglia.
Sessione interrotta. Rallenta subito e rientra ai box con prudenza.
Pericolo in pista. Vietato sorpassare, si passa piano e pronti a fermarsi.
Pista libera: il pericolo è superato e si può riprendere a spingere.
Stai per essere doppiato. Tieni la traiettoria e lascia passare.
Mezzo lento o di servizio sul tracciato. Attenzione nel tratto segnalato.
Aderenza ridotta: olio, ghiaia o acqua sull’asfalto.
Squalifica o rientro obbligato: il pilota indicato lascia la pista.
Rumore poco,
regole tante
Siamo in mezzo alla campagna di Turano e ci teniamo a restarci bene. Per questo il miniautodromo si è dato regole più severe di quelle che gli chiederebbe la legge.
Nessuna accensione prima delle ore 10:00, per lasciare tranquilla la mattina a chi abita nella valle.
Servizio fonometrico in pista: i mezzi devono essere perfettamente silenziati, senza eccezioni.
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